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Carta blu UE

La Carta blu UE è un permesso unico di lavoro e soggiorno per cittadini extra-UE altamente qualificati con un'offerta di lavoro in un Paese UE. La rilasciano 25 Stati membri (non Danimarca e Irlanda) in base alla direttiva (UE) 2021/1883, e ogni Paese fissa la propria soglia salariale.

La Carta blu UE è il permesso che l’Unione europea ha creato per i lavoratori altamente qualificati che arrivano da fuori UE. Vale per due cose insieme: vivere nel Paese che la rilascia e lavorarci in un impiego qualificato. Non la puoi chiedere “per l’Europa” in generale. Ti serve un’offerta o un contratto di lavoro vero in uno specifico Paese UE, ed è l’autorità per l’immigrazione di quel Paese a rilasciarla.

Le regole vengono dalla direttiva (UE) 2021/1883, che ha sostituito il primo sistema del 2009. Gli Stati membri avevano tempo fino al 18 novembre 2023 per recepirla nel diritto nazionale. Danimarca e Irlanda non partecipano, quindi lì la Carta blu non esiste. Gli altri 25 Paesi UE la rilasciano.

Come funziona la soglia salariale

Una cifra unica europea non c’è. La direttiva chiede a ogni Paese di fissare la sua soglia, tra 1,0 e 1,6 volte la retribuzione media annua lorda nazionale. Per le professioni carenti e per chi si è laureato negli ultimi tre anni un Paese può prevedere una soglia ridotta, pari almeno all’80% di quella ordinaria. Anche così non si può scendere sotto 1,0 volte la media nazionale. E siccome le medie si muovono, le cifre vengono riviste periodicamente.

Prendi i Paesi Bassi. Per il periodo dal 1° luglio 2026 al 31 dicembre 2026 l’IND, il servizio immigrazione olandese, indica per la Carta blu UE uno stipendio lordo mensile di 5.942 euro, che scende a 4.754 euro con il criterio ridotto per i neolaureati. Usalo per capire come sono fatte le soglie, non per fare i tuoi conti: la cifra aggiornata la trovi sul sito ufficiale del Paese che ti interessa.

La direttiva fissa anche le altre condizioni di base. Il contratto deve durare almeno sei mesi. Servono qualifiche professionali superiori, anche se in alcuni settori può bastare l’esperienza professionale. La validità standard della carta è di almeno 24 mesi. Se il contratto è più breve, la carta dura almeno quanto il contratto più tre mesi.

La Carta blu in Italia

Ti riguarda da vicino se l’azienda italiana in cui lavori vuole assumere una persona qualificata da fuori UE. In Italia la regola sta nel Testo unico sull’immigrazione, all’art. 27-quater. La retribuzione non può essere inferiore a quella prevista dai contratti collettivi nazionali, e comunque non inferiore alla retribuzione media annua lorda rilevata dall’ISTAT.

Gli uffici coinvolti sono due, e conviene sapere chi fa cosa. Il nulla osta al lavoro lo rilascia lo Sportello unico per l’immigrazione della prefettura. Il permesso di soggiorno con la dicitura “Carta blu UE” lo rilascia invece il questore.

Spostarsi tra Paesi UE

Il vantaggio vero è la mobilità. Con la Carta blu puoi fare viaggi di lavoro negli altri Stati membri che partecipano, per un massimo di 90 giorni in qualsiasi periodo di 180. Dopo 12 mesi da titolare puoi trasferirti in un secondo Paese partecipante con regole semplificate: lì chiedi una nuova Carta blu, ma senza ripartire da zero.

Il dettaglio che sfugge

La carta è legata al Paese che l’ha rilasciata. Poter viaggiare nell’Area Schengen non vuol dire poter lavorare ovunque. Per un lavoro in un secondo Paese serve comunque la procedura di mobilità, e le visite brevi seguono sempre la regola dei 90/180 giorni. Occhio anche al primo anno: cambiare datore di lavoro nei primi 12 mesi può comportare obblighi di comunicazione o controlli in più, a seconda del Paese.

Poi c’è un equivoco frequente. La Carta blu è un permesso di lavoro, non un permesso per lavorare da remoto. Se il tuo datore di lavoro è fuori dall’UE e vuoi lavorare dal portatile, di solito è lo strumento sbagliato, e il verificatore del visto per nomadi digitali è un punto di partenza migliore. Come per qualsiasi permesso di soggiorno, infine, dove vivi legalmente e dove paghi le tasse sono due domande diverse. Trasferirti con una Carta blu di solito ti rende residente fiscale in quel Paese.

Queste sono informazioni generali, non una consulenza. Soglie e procedure variano da Paese a Paese e cambiano spesso, quindi verifica i dettagli con l’autorità per l’immigrazione competente o con un professionista qualificato prima di agire.

Dove lo incontrerai

  • In un’offerta di lavoro da un datore di lavoro UE, con lo stipendio fissato appena sopra la soglia nazionale della Carta blu.
  • Sul sito dell’immigrazione di un Paese, che pubblica le cifre salariali aggiornate e i passaggi della domanda.
  • Quando, dopo il primo anno, pianifichi il trasferimento in un secondo Paese UE con le regole sulla mobilità.

Mettilo in pratica

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