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Capo Verde: visti, tasse e costo della vita

Trasferirti a Capo Verde da lavoratore da remoto? Guida onesta al Remote Working Programme, costo della vita, tasse, sanità e banche.

Capo Verde: visti, tasse e costo della vita
Il tuo passaporto

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Il tuo trasferimento in Capo Verde con un passaporto di United Kingdom

  • VisitareDifficileOltre il soggiorno senza visto
  • NomadeAbbastanza facileVisto nomadi, requisiti più severi
  • TrasferirmiMedioResidenza con condizioni

In visita

Senza visto fino a 30 giorni. Viaggia con un passaporto valido per tutto il soggiorno, un biglietto di ritorno e la prova di poterti mantenere.

Validità del passaporto:Passaporto valido per almeno 6 mesi oltre la durata prevista del soggiorno.

Da sapere:Dal 1 gennaio 2026 il visto all'arrivo non esiste più per i cittadini di 96 paesi, che ora devono procurarsi un visto prima di partire.

Alla frontiera:Registrati in anticipo sul portale EASE (ease.gov.cv) almeno 5 giorni prima della partenza e paga la tassa di sicurezza aeroportuale (circa 3,400 CVE); potrebbero chiederti la prova dell'assicurazione e dell'alloggio.

Lavoro da remoto

Cabo Verde Remote Working Program.

Reddito richiesto:circa 1,500 EUR di saldo bancario medio mensile nei 6 mesi precedenti (circa 2,700 EUR se ti porti dietro la famiglia)(stima)

In alternativa, risparmi:Quello che conta è il saldo bancario medio che riesci a mantenere, non uno stipendio fisso.

Durata:12mesi

Costo:about 20 EUR visa fee plus a 34 EUR airport tax on arrival(stima)

Chi può:Lavoratori da remoto, freelance o autonomi che guadagnano da clienti o aziende fuori da Capo Verde, con un'assicurazione sanitaria e un alloggio.

Tasse e residenza

Se passi qui più di 183 giorni in un anno solare (o ci tieni la tua casa abituale), di norma diventi residente fiscale e vieni tassato sul reddito mondiale; chi non è residente paga le tasse solo sui redditi di fonte capoverdiana.(stima)

Il Regno Unito stabilisce la residenza con lo Statutory Residence Test (giorni nel Regno Unito più i tuoi legami). Da non residente di solito paghi le tasse solo sul reddito britannico; dove esiste, una convenzione contro le doppie imposizioni con la destinazione decide chi tassa cosa.

In pratica

Valuta:CVE. Costo della vita:medio.

Sanità:La sanità pubblica offre l'essenziale ed è concentrata a Praia e Mindelo, quindi se sei straniero conviene davvero avere un'assicurazione privata di viaggio o per espatriati che copra anche l'evacuazione medica.

Guida:Quando guidi o noleggi un'auto, tieni con te un International Driving Permit insieme alla patente del tuo paese.

Fonti: Cabo Verde Remote Working Program (official tourism portal) · EASE pre-registration portal · Portal Consular - Visas (Ministry of Foreign Affairs) · PwC Tax Summaries - Cabo Verde individual residence · UK FCDO - Cape Verde entry requirements · GOV.UK: tax on foreign income · HMRC: double-taxation treaties

Stime, non consulenza. Verifica con le fonti ufficiali prima di agire.

Conviene trasferirsi a Capo Verde?

Capo Verde è un pugno di dieci isole vulcaniche sparse nell’Atlantico, poche centinaia di chilometri al largo del Senegal, e ha senso per un tipo molto preciso di lavoratore da remoto: chi vuole caldo tutto l’anno, un fuso orario comodo per l’Europa e la spiaggia a fine giornata, e chi è davvero rilassato di fronte agli imprevisti. Non è Lisbona con il clima migliore. È una piccola nazione in via di sviluppo, in mezzo all’Atlantico, dove l’acqua scarseggia, la corrente va e viene e «lo sistemiamo domani» è uno stile di vita.

Le isole si dividono in mondi diversi. Sal (con il paese di Santa Maria) e Boa Vista sono piatte, bruciate dal sole e costruite intorno ai resort, al kitesurf e al turismo organizzato: sono l’approdo più facile e anche il più caro. Santiago, che ospita la capitale Praia, è la più urbana e la più autenticamente capoverdiana: quartieri veri, mercati veri, meno patina. São Vicente (Mindelo) è il cuore culturale, con musica dal vivo quasi ogni sera e un porto elegante e un po’ sbiadito, tutto raggiungibile a piedi. Quasi tutti i nomadi alle prime armi partono da Santa Maria per via delle infrastrutture, poi decidono se vogliono qualcosa di più locale.

Fai un budget onesto. Un singolo lavoratore da remoto può vivere dignitosamente con circa 900-1.500 EUR al mese, spendendo meno a Santiago o São Vicente e di più sulle isole dei resort, dove quasi tutto è importato. I compromessi sono reali: internet ballerino, interruzioni di corrente e acqua ogni tanto, una stagione di polvere sahariana che rende l’aria opaca (la bruma seca), una sanità limitata e la barriera linguistica appena esci dalla zona turistica. Se queste cose ti rovinerebbero il mese, guarda altrove. Se invece le leggi come avventura, pochi posti ti danno così tanto sole e mare a questo prezzo.

Costo della vita a Capo Verde

La valuta è l’escudo capoverdiano (CVE), agganciato all’euro a circa 110 escudi per 1 EUR, il che rende i conti piacevolmente prevedibili; e comunque sulle isole turistiche gli euro si accettano quasi ovunque.

L’affitto è la voce che fa la differenza. Secondo Numbeo, un monolocale costa circa 375 EUR al mese in centro città e più vicino ai 225 EUR fuori dal centro, anche se a Sal e Boa Vista un appartamento arredato pensato per stranieri spesso costa di più. Metti in conto utenze intorno ai 130 EUR al mese per un piccolo appartamento e la connessione internet di casa sui 47 EUR, quando c’è e quando funziona.

Sul fronte cibo esistono due carrelli molto diversi. Prodotti locali, pesce e street food costano poco: un pasto in un ristorante semplice sta sui 5 EUR e una cena al ristorante per due si aggira sui 48 EUR. Tutto ciò che è importato (formaggio, cereali, vino, la maggior parte dei prodotti confezionati) è caro, perché è arrivato via nave. Le spese mensili di una persona sola, escluso l’affitto, si assestano intorno ai 690 EUR secondo la stima di Numbeo: una cifra che sembra alta se fai la spesa come un locale e bassa se vivi di prodotti importati. Prendi tutti questi numeri come ordini di grandezza e verifica i prezzi aggiornati prima di impegnarti.

Il Remote Working Programme di Capo Verde (la via per i nomadi digitali)

Capo Verde ha davvero una via pensata per chi lavora da remoto. Ha lanciato il Remote Working Programme a dicembre 2020, uno dei primi «visti per nomadi» al mondo, rivolto senza giri di parole a chi è dipendente o autonomo all’estero e vuole stabilirsi sulle isole.

I requisiti principali, secondo l’analisi di Nomad Girl, sono finanziari più che legati allo stipendio: devi mostrare un saldo bancario medio di circa 1.500 EUR nei sei mesi precedenti come singolo, oppure circa 2.700 EUR per una famiglia. Il permesso vale sei mesi ed è rinnovabile. Le tasse sono contenute, nell’ordine di una quota visto di 20 EUR più un contributo di sicurezza aeroportuale di 34 EUR, e di solito ottieni il timbro entro una trentina di giorni dall’arrivo. L’idoneità ruota intorno alle isole meglio collegate, Sal, Boa Vista e Santiago (Praia), dove le banche e la burocrazia funzionano davvero.

Due avvertenze oneste. Primo: alcuni richiedenti hanno raccontato che la procedura online si è bloccata o non ha più dato segni di vita, quindi prevedi un piano B. Molti semplicemente entrano con l’ingresso turistico standard (per la maggior parte dei passaporti occidentali Capo Verde usa una registrazione EASE prima della partenza, non un visto) e restano entro la finestra consentita. Secondo: avere il permesso Remote Working dà residenza temporanea, non residenza fiscale, e questo conta per la sezione successiva. Conferma le regole aggiornate su un canale ufficiale prima di partire, e puoi fare un controllo veloce della tua situazione con il nostro strumento per il visto nomadi digitali.

Residenza fiscale e la regola dei 183 giorni

Ecco la versione didattica, non un consiglio. Come quasi tutti i paesi, Capo Verde in genere ti considera residente fiscale una volta che superi i 183 giorni sul suo territorio in un periodo di 12 mesi, oppure quando la tua casa e la tua vita principale sono chiaramente lì. I residenti, in linea di principio, pagano le imposte sul reddito mondiale con l’imposta sul reddito delle persone fisiche (IUR), con aliquote progressive e con l’aliquota più alta intorno al 25 per cento; i non residenti sono tassati solo sul reddito di fonte capoverdiana. Tratta ogni aliquota come una stima e controlla la tabella aggiornata prima di farci affidamento.

La particolarità per i nomadi è che il Remote Working Programme è progettato apposta per non renderti residente fiscale a Capo Verde, e dà per scontato che tu continui a pagare le tasse a casa. È comodo, ma restare oltre i sei mesi, rinnovare a ripetizione o fare delle isole la tua base vera può cambiare il tuo status senza che te ne accorga; e lasciare il tuo paese d’origine non chiude in automatico gli obblighi che hai lì.

Se parti dall’Italia, questo è il punto delicato. Il primo passo formale è l’iscrizione all’AIRE, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, da fare al consolato competente entro 90 giorni dal trasferimento. Ma cancellarti dalle liste dei residenti non basta, da solo, a uscire dalla rete fiscale italiana. L’Agenzia delle Entrate guarda alla sostanza: dove hai la casa, la famiglia e il centro dei tuoi interessi vitali per la maggior parte dell’anno. Se questi restano in Italia, per il fisco italiano resti residente qui, AIRE o non AIRE. La nota positiva è che Capo Verde non figura nella black list dei paesi a fiscalità privilegiata (il D.M. 4 maggio 1999), quindi non scatta l’inversione dell’onere della prova dell’art. 2, comma 2-bis del TUIR: tocca all’amministrazione dimostrare che sei ancora residente, non a te dimostrare il contrario. Resta comunque saggio conservare le prove del tuo radicamento sulle isole (contratto d’affitto, utenze, permesso), perché una contestazione è sempre possibile.

Questo è esattamente il tipo di cosa che conviene modellare prima di partire: il nostro strumento sulla residenza fiscale ti accompagna nel conteggio dei giorni, e un commercialista esperto di questioni transfrontaliere vale ogni euro se il tuo reddito è significativo.

Sanità e assicurazione

Qui serve lucidità. Il Ministero degli Esteri britannico descrive la sanità di Capo Verde come molto basilare e limitata. Ospedali veri esistono solo a Praia (Hospital Agostinho Neto) e a Mindelo (Hospital Baptista de Sousa), con cliniche più piccole sulle altre isole e una copertura sottile su Boa Vista e sulle isole più esterne. I casi gravi vengono regolarmente evacuati all’estero, di solito verso il Portogallo o le Canarie, e alcune isole non hanno la capacità aeroportuale per un trasporto sanitario aereo agevole.

In pratica: porta con te i farmaci da prescrizione su cui fai affidamento, perché le scorte sono discontinue e alcuni medicinali qui non si trovano proprio. Un’assicurazione sanitaria privata di viaggio o internazionale completa è indispensabile, non facoltativa, e deve includere l’evacuazione medica, perché la tessera europea di assicurazione malattia (TEAM) qui non vale. Per le cure di tutti i giorni, le cliniche private a Sal e a Praia vanno bene per i problemi minori e hanno prezzi ragionevoli per gli standard europei, ma tu ti assicuri contro l’evento grosso, non contro il raffreddore. Soluzioni come Cigna Global, SafetyWing o una buona polizza di viaggio sono le scelte più comuni: confronta con attenzione i massimali per l’evacuazione.

Soldi, banche e primi passi

Capo Verde gira ancora in gran parte a contanti. Le carte si accettano negli hotel, nei ristoranti più grandi e nei supermercati delle isole turistiche, ma nel momento in cui vai sul locale vorrai avere escudi in tasca. I bancomat funzionano sulla rete nazionale Vinti4 e possono fare i capricci con le carte straniere, quindi porta una carta di riserva e un po’ di euro come cuscinetto. Aprire un conto in banca locale da nuovo arrivato è lento e pieno di scartoffie, quindi la maggior parte dei nomadi si appoggia a un conto multivaluta (Wise o Revolut) e preleva quando serve.

Un paio di cose rendono più dolci le prime settimane. Il fuso orario è UTC-1, che significa una sovrapposizione quasi perfetta con Regno Unito ed Europa continentale, un vantaggio vero per le chiamate con i clienti. Il portoghese è la lingua ufficiale e il creolo capoverdiano (Kriolu) è quello che la gente parla davvero, secondo WorldData; l’inglese va bene nei resort e scarseggia altrove, quindi un po’ di portoghese ti fa guadagnare parecchia simpatia. Sulla sicurezza: la criminalità è in genere bassa, ma i piccoli furti capitano a Praia, a Santa Maria e su Boa Vista, quindi valgono le solite precauzioni: occhio alla borsa, evita le zone buie di notte. Procurati una SIM locale (CVMovel o Unitel T+) il primo giorno, metti in conto che internet traballi, tieni un hotspot con dati mobili come riserva e scegli l’isola in base alla connettività prima di innamorarti del panorama.

I dati sono stime. Verifica sempre la fonte ufficiale.

Domande frequenti

Capo Verde: esiste un visto per nomadi digitali?
Cabo Verde Remote Working Program. Lavoratori da remoto, freelance o autonomi che guadagnano da clienti o aziende fuori da Capo Verde, con un'assicurazione sanitaria e un alloggio.
Capo Verde: quando si diventa residenti fiscali?
Se passi qui più di 183 giorni in un anno solare (o ci tieni la tua casa abituale), di norma diventi residente fiscale e vieni tassato sul reddito mondiale; chi non è residente paga le tasse solo sui redditi di fonte capoverdiana.
Capo Verde: quanto costa viverci?
Il costo della vita è medio e la valuta locale è CVE. Considera ogni cifra come una stima.
Capo Verde: serve un'assicurazione sanitaria?
La sanità pubblica offre l'essenziale ed è concentrata a Praia e Mindelo, quindi se sei straniero conviene davvero avere un'assicurazione privata di viaggio o per espatriati che copra anche l'evacuazione medica.
Capo Verde: si può guidare con una patente straniera?
Quando guidi o noleggi un'auto, tieni con te un International Driving Permit insieme alla patente del tuo paese.

Termini utili da conoscere

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Mettilo in pratica

Ultima verifica: 2026-07-25

Voymo fornisce informazioni generali per aiutarti a organizzare il trasferimento. Non è consulenza legale, fiscale o sull'immigrazione: verifica sempre con una fonte ufficiale o un professionista qualificato prima di agire.

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