Forfettario o estero?
Per chi vive in Italia: confronta la tua tassazione effettiva con il regime forfettario e una stima del trasferimento all’estero — e la trappola che lo fa decadere.
Nota
Con questi numeri, il forfettario ti lascia di più in tasca.
L'imposta forfettaria è la base imponibile per l'aliquota sostitutiva. La base imponibile è data dai ricavi per il coefficiente ATECO: i costi reali non si deducono, il coefficiente li sostituisce.
Il dato estero applica la tua aliquota effettiva stimata agli stessi ricavi lordi, nulla di più. Lascia fuori i contributi INPS, le convenzioni contro le doppie imposizioni e l'exit tax. Prendilo come un tetto indicativo, buono solo per il confronto.
Differenza trattenuta: −3735 €
La trappola della decadenza
Sposti la residenza fiscale all'estero? Di norma il forfettario decade. Per l'Agenzia delle Entrate il regime presuppone la residenza fiscale in Italia. Un residente UE/SEE lo mantiene solo se almeno il 75% del reddito complessivo nasce in Italia. Quindi un'aliquota più bassa altrove non si somma al regime: lo sostituisce. E ricorda il tetto: oltre 85.000 € di ricavi nell'anno il forfettario salta comunque.
Voymo fornisce informazioni generali per aiutarti a organizzare il trasferimento. Non è consulenza legale, fiscale o sull'immigrazione: verifica sempre con una fonte ufficiale o un professionista qualificato prima di agire.
Ultima verifica:
Cosa fa questo strumento
Il regime forfettario è uno dei sistemi di tassazione agevolata più generosi in Europa: un’imposta sostitutiva del 5% o del 15% che non colpisce l’utile, ma una quota fissa del fatturato. Per questo la domanda "mi conviene trasferirmi dove si paga meno?" è allettante e, sul retro di una busta, sorprendentemente difficile da chiudere. Questo calcolatore trasforma i tuoi numeri reali in una stima affiancata: il netto con il forfettario contro il netto con l’aliquota effettiva che ti aspetti all’estero.
Come usarlo
Inserisci il fatturato annuo lordo, il coefficiente di redditività ATECO della tua attività e se sei sull’aliquota di avvio al 5% o sul 15% ordinario. Poi scrivi l’aliquota effettiva che pensi di affrontare nel Paese che stai considerando. Vedrai la base imponibile, i due netti e la differenza. Leggi il risultato insieme alla nota sulla decadenza: il confronto ha senso solo quando sai se potresti davvero conservare il regime.
Il metodo dietro al calcolo
Il lato forfettario segue la norma: base imponibile uguale a fatturato per coefficiente, imposta sostitutiva uguale a quella base per la tua aliquota, senza dedurre i costi effettivi. Il lato estero applica la tua aliquota effettiva stimata allo stesso fatturato — un limite superiore volutamente semplice che ignora contributi, sgravi convenzionali e tassazione in uscita. I valori sono stime per impostare un confronto, non un calcolo dell’imposta dovuta, e coefficienti e soglie del regime vanno sempre verificati sulla guida vigente dell’Agenzia delle Entrate citata qui sotto.
Domande frequenti
Come si calcola davvero la tassa del forfettario? +
Non scarichi i costi reali. La base imponibile è il tuo fatturato lordo moltiplicato per il coefficiente di redditività ATECO della tua attività. Su quella base si applica un’imposta sostitutiva fissa: il 5% nei primi cinque anni se hai i requisiti di nuova attività, altrimenti il 15%. Questo strumento esegue esattamente questo conto.
Perché trasferirsi all’estero in genere fa decadere il regime? +
Il forfettario è riservato a chi è fiscalmente residente in Italia. Se sposti la residenza fiscale all’estero, di norma lo perdi. C’è un’eccezione stretta: un residente in un Paese UE o SEE può mantenerlo solo se almeno il 75% del reddito complessivo è prodotto in Italia. Quindi un’aliquota più bassa altrove raramente convive con il regime — lo sostituisce.
Cosa significa "aliquota effettiva stimata all’estero"? +
È la tua migliore stima del prelievo totale come quota dello stesso fatturato nel Paese che stai valutando. Lo strumento applica quella percentuale al fatturato lordo per confrontare i risultati netti. Per scelta ignora i contributi previdenziali, le convenzioni contro le doppie imposizioni e l’exit tax, quindi tratta il dato estero come un tetto approssimativo.
I contributi INPS rientrano nel calcolo? +
No, e questa è una semplificazione importante. Sul reddito forfettario versi comunque i contributi previdenziali — Gestione separata, oppure le aliquote di artigiani e commercianti — che possono incidere parecchio sul netto reale. Lo strumento confronta solo il carico fiscale; aggiungi i contributi quando ne parli con un professionista.
Lo strumento conserva i miei dati? +
No. Ogni calcolo avviene nel tuo browser. Nulla di ciò che scrivi viene inviato a un server, registrato o salvato.
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Fonti
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