Glossario
Norme CFC (società controllate estere)
Le norme CFC permettono al tuo Paese di residenza fiscale di tassare gli utili di una società estera che controlli, anche se quella società non ti versa mai un euro, per evitare che si parcheggi reddito in scatole vuote a bassa tassazione all'estero.
Quando ti trasferisci all’estero e apri una società in un altro Paese, potresti dare per scontato che i suoi utili restino esentasse a casa finché non ti paghi davvero uno stipendio o un dividendo. Le norme CFC (Controlled Foreign Company) possono ribaltare questa convinzione. Se un Paese stabilisce che tu “controlli” una società estera, di solito attraverso la quota di partecipazione, i diritti di voto o chi la gestisce realmente, può tassare in capo a te una parte o la totalità degli utili di quella società, come se fossero tuo reddito personale, nell’anno in cui vengono prodotti.
Queste regole nascono per fermare una mossa molto diffusa: apri una società in un posto a tassazione bassa o nulla, lasci gli utili dentro la società e non li rimpatri mai. Quasi tutte le norme prendono di mira i redditi “passivi”, interessi, royalty, dividendi, a volte proprietà intellettuale e compensi infragruppo, e le società che hanno sede in giurisdizioni a fiscalità privilegiata. Ma i presupposti precisi cambiano parecchio da Paese a Paese: la percentuale di controllo, la soglia di aliquota che fa scattare il “regime privilegiato”, quali redditi finiscono nella rete. In Italia la disciplina sta nell’art. 167 del TUIR: scatta quando controlli la società estera (controllo ai sensi dell’art. 2359 del codice civile, oppure oltre il 50% della partecipazione agli utili), questa subisce una tassazione effettiva bassa (dal 2024 il primo test è il 15% calcolato sul bilancio certificato; se non lo supera, si verifica se l’imposta estera è inferiore alla metà di quella che avrebbe pagato in Italia), e oltre un terzo dei suoi proventi è di natura passiva. In quel caso devi indicare gli utili nel quadro FC della dichiarazione e l’Agenzia delle Entrate te li imputa per trasparenza. Alcuni ordinamenti lasciano fuori le imprese che svolgono un’attività economica reale, con personale e una struttura concreta sul territorio; altri no.
Il dettaglio che quasi tutti si perdono: conta dove sei residente fiscale tu, non dove ha sede la società. Una struttura estera impeccabile può lo stesso diventare trasparente verso il tuo nuovo Paese di residenza se la gestisci dal divano di casa. Il tema si intreccia con la stabile organizzazione, gestire la società dal tavolo della tua cucina può far nascere lì anche una presenza tassabile. È anche il motivo per cui una US LLC o una società estone aperta con la e-Residency (Estonia) non è automaticamente un involucro esentasse: il Paese in cui vivi ha voce in capitolo. Se stai decidendo dove costituire la tua società, il nostro strumento dove aprire società ti accompagna tra i vari compromessi.
Queste sono informazioni di carattere generale, non una consulenza: in tutto il diritto tributario le norme CFC sono tra quelle più legate al singolo Paese e ai fatti concreti del caso. Verifica quindi con la fonte ufficiale o con un commercialista esperto di fiscalità internazionale prima di muoverti.
Dove lo incontrerai
- Nella dichiarazione dei redditi, quando il tuo nuovo Paese ti chiede di dichiarare le società estere che possiedi o controlli e di imputarti gli utili non distribuiti.
- Nella prima email del commercialista dopo il trasferimento, in cui ti chiede chi gestisce davvero, giorno per giorno, la tua società estera o offshore.
- Quando confronti le opzioni per aprire una società e scopri che una giurisdizione “a tassazione 0%” smette di essere allo 0% nel momento in cui scattano le norme CFC del tuo Paese di residenza.
Termini correlati
Mettilo in pratica
Ultima verifica:
Fonti
- TUIR (DPR 917/1986), art. 167: imprese estere controllate, test di tassazione effettiva e soglia di un terzo di proventi passivi
- Agenzia delle Entrate: istruzioni per la compilazione del quadro FC (redditi dei soggetti controllati non residenti)
- Commissione europea: direttiva antielusione (UE) 2016/1164, articoli 7 e 8 sulle società controllate estere
- IRS: About Form 5471, dichiarazione dei soggetti statunitensi su determinate società estere
- OCSE/G20 BEPS, Azione 3, rapporto finale 2015: Designing Effective Controlled Foreign Company Rules
Voymo fornisce informazioni generali per aiutarti a organizzare il trasferimento. Non è consulenza legale, fiscale o sull'immigrazione: verifica sempre con una fonte ufficiale o un professionista qualificato prima di agire.