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Glossario

Regime forfettario

Il regime fiscale agevolato italiano per piccole partite IVA e liberi professionisti: un'unica imposta sostitutiva ridotta al posto dell'Irpef, contabilità semplificata, un limite di ricavi e un reddito calcolato come percentuale fissa del fatturato.

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato italiano pensato per chi ha una piccola attività o lavora come libero professionista con partita IVA. Invece di tassare il tuo profitto reale, presume che una percentuale fissa dei tuoi ricavi sia reddito e applica a quell’importo un’unica imposta sostitutiva. Non addebiti l’IVA in fattura, tieni una contabilità più leggera e gestisci molti meno adempimenti rispetto al regime ordinario.

Diventa rilevante quando ti trasferisci, perché è un regime vantaggioso ma con maglie strette. C’è un tetto di ricavi (di solito nell’ordine delle decine di migliaia di euro, e cambia nel tempo) e l’aliquota è ridotta, a volte ancora più bassa nei primi anni di una nuova attività. Se stai valutando un trasferimento in Italia, o lo confronti con il restare all’estero, spesso è il fattore che pesa di più sul tuo netto in tasca. Puoi confrontare i due scenari fianco a fianco con il nostro simulatore forfettario.

Il dettaglio che molti si perdono è che il regime dipende da dove sei tassato, non solo da dove ti sei registrato. L’accesso parte dalla tua residenza fiscale: chi non è residente in Italia di norma è escluso, salvo i residenti in un altro Stato UE o SEE che producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivo. Restano fuori anche le partite IVA con redditi da lavoro dipendente o assimilati sopra la soglia fissata per l’anno precedente, e chi fattura in prevalenza a un ex datore di lavoro degli ultimi due anni o a una società estera controllata. Se continui a incassare da clienti o da una base in un altro Paese, occhio alla stabile organizzazione: una presenza all’estero può riportare quel reddito sotto il fisco di un altro Stato, e un’aliquota piatta italiana non batte sempre un regime di tassazione territoriale altrove.

Ci sono poi uscite che la gente non mette in conto: superi il tetto dei ricavi, fai scattare una causa di esclusione o vieni meno a un requisito, e puoi essere rispedito al regime ordinario, talvolta in modo retroattivo per l’intero anno. Considera l’aliquota agevolata come una regola con condizioni, non come un vantaggio acquisito per sempre.

Queste sono informazioni di carattere generale, non una consulenza: verifica soglie, aliquote e requisiti aggiornati sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate o con un commercialista abilitato prima di muoverti.

Dove lo incontrerai

  • Quando apri una partita IVA in Italia e, in fase di apertura, barri la casella per l’adesione al regime forfettario.
  • Seduto dal commercialista che ti fa i conti sia con il forfettario sia con l’ordinario per capire quale ti lascia di più.
  • Quando, a ridosso di fine anno, controlli il fatturato per assicurarti di non aver superato il tetto e perso il regime per l’anno successivo.

Mettilo in pratica

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